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IL CALZOLAIO CON IL BREVETTO ( articolo de ” IL GAZZETTINO ” 2002 )

Quando ballerine, postini, guide turistiche e camerieri andavano da lui in bottega erano dolori. Nel senso che raccontavano di scarpe molto strette, plantari sbagliati, tacchi troppo alti o troppo bassi; insomma tutti gli inconvenienti di chi è costretto a camminare molto o a ballare sulle punte.
Così Sergio Segalin62 anni trascorsi dietro il bancone da calegher ha inventato una scarpa “a prova di postino o di ballerina”, che vende ed esporta in tutto il mondo. «Ho riunito intorno ad un tavolo un’equipe medica per studiare l’appoggio del piede, un architetto per realizzare i disegni e l’avvocato per mettere a punto la documentazione e richiedere il brevetto», racconta Segalin orgoglioso della grande trovata.
Se la ricetta della scarpa rivoluzionaria è depositata all’ufficio brevetti, il suo segreto sta tutto nel complicato titolo dell’invenzione: “plantare anatomico rigenerante ad accentuato abbassamento latero esterno della superficie posteriore con conseguente modificazione della incidenza di scarico del peso del piede“.
In parole più semplici Segalin, abituato a cucire scarpe su misura nella sua bottega artigiana di via Pio X a Mestre, ha progettato un plantare che permette di camminare senza affaticare il piede, distribuendo in 5 punti diversi il peso corporeo.
«L’industria dovrebbe tenere conto del mio brevetto – dice Segalin – e propormi contratti da favola per realizzare le mie scarpe, magari in esclusiva». In attesa che le aziende con grandi marchi de Made in Italy si accorgano di lui, Segalin ha già ampliato notevolmente distribuzione, produzione ed export.
«Ormai esporto il 70-80% del mio prodotto; oltre agli abituali clienti europei di SvizzeraFranciaGermania e Olanda, ho avuto molte richieste dalla Martinica, dal Kuwait e dai paesi dell’estremo oriente come il Giappone».
Ma oltre alle scarpe anche la bocca del calegher mestrino è cucita per bene e il fatturato della sua attività calzaturiera rimane top-secret, mentre i dipendenti in bottega a Mestre, quelli che eseguono lavori artigianali a mano, sono due, oltre al figlio ventenne.
«Per quanto riguarda invece la produzione industriale ho una fabbrica di contoterzisti che lavorano solo per me a Fossò – rivela Segalin – ed altre 5 aziende della Riviera alle quali mi appoggio saltuariamente». Così, se le aziende di contoterzisti producono scarpe da tutti giorni o per l’alta moda, modelli classici e sportivi in 900 tinte diverse, nella bottega artigiana di Mestre si possono ammirare, e per gli amanti delle calzature come la signora Agnelli e il conte Nuvoletti (clienti abituali di Segalin), le divertenti scarpe giarrettiera, gli stivali ideati appositamente per le ragazze cubo, i sandali con le zeppe anni Settanta.
«In bottega cuciamo due o tre paia di scarpe al giorno, sono tantissime se si pensa che sono interamnete fatte a mano – conclude Segalin – e che ci vogliono 8 ore per calzature da donna e 22 per quelle maschili».
                                                                        Erminia Della Frattina

 

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